28 Jun 2019

Obblighi di legge: che confusione!

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Gli obblighi di legge per i carrelli elevatori purtroppo non esistono.
Di fatto esiste la direttiva macchine per la marcatura CE (a carico del produttore) ma il legislatore al momento non ha previsto una norma specifica che vada a regolamentare le azioni di controllo programmato da attuare durante il ciclo operativo del mezzo.

Questo vuoto normativo viene colmato di prassi utilizzando tre punti di matrice diversa e dunque dalle diverse conseguenze per i soggetti su cui gravano le eventuali responsabilità.
I tre punti in sintesi:
 
1. D.Lgs 81/2008

a. Non riporta prescrizioni precise inerenti a controlli obbligatori per i carrelli elevatori
b. In seguito a grave infortunio la cui responsabilità sia riconducibile alla negligenza del datore di lavoro o di un dirigente, si apre automaticamente un processo penale a carico di queste figure
c. Prescrive la formazione obbligatoria per l’utilizzo del carrello elevatore (patentino)
d. Prescrive controlli annuali per rilevare l’eventuale uso di sostanze psicotrope da parte del carrellista
e. Fa un riferimento confuso alle Linee Guida ISPESL per i controlli dei carrelli elevatori, che per l’appunto sono linee guida e non norme di legge

Pertanto, non vengono indicati né i principi qualitativi né i principi quantitativi dei controlli, l’unico obbligo sembrerebbe quello di avere un carrellista formato e non alterato.
Si cita un documento, le Linee Guida ISPESL, che nella premessa auto certifica essere un insieme di “suggerimenti e consigli” ma di fatto in caso di infortunio grave diviene fonte da cui il giudice può attingere a piacimento per individuare le negligenze delle figure apicali dell’azienda condannandole penalmente.
 
2. Art. 179 DPR 574/55

Riporta in modo sintetico e generico, senza alcun riferimento specifico ai carrelli elevatori, l’obbligo di verificare ogni 3 mesi l’allungamento di eventuali funi o catene.
Non è una norma per i carrelli elevatori che non sono “apparecchi o impianti di sollevamento o trazione” ma macchine operatrici e pertanto andrebbero trattati con una specifica direttiva macchine che ne contemplasse i controlli programmati.
Il sistema di sollevamento dei carrelli elevatori prevede l’utilizzo di catene, dunque, sempre per il principio che nella confusione generale possono essere imputate le responsabilità del datore di lavoro come da D.Lgs 81/2008, è buona prassi effettuare questa verifica ogni tre mesi.
 
3. Linee Guida ISPESL

Nella premessa il gruppo di lavoro che ha redatto il testo licenzia lo stesso come “suggerimenti e consigli”. Seguono però oltre 30 pagine dove 25 esperti tra ingegneri, medici, ricercatori ed ispettori vivisezionano tutte le tipologie di carrello elevatore indicando cosa, come, quando, chi e attraverso quali documenti sarebbe bene effetuare i controlli.

La poca chiarezza può spaventare il datore di lavoro e chiunque ricopra incarichi di responsabilità che impattano con la sicurezza dei lavoratori.
I nostri consigli sono:

• Comprendere che il carrello elevatore è un mezzo pericoloso per chi lo utilizza e per chi gli sta attorno
• Comprendere che un alto rischio gestito male dal punto di vista normativo espone le figure apicali delle aziende ad impegnative responsabilità penali
• Rispettare la normativa in merito alla formazione e ai controlli sanitari per i carrellisti
• Affidare a terzi di comprovata esperienza i controlli
• Adeguarsi alla prassi del controllo trimestrale non solo delle catene ma di tutti i punti critici individuati dalle Linee Guida ISPESL
Investire nella manutenzione del carrello elevatore
Archiviare correttamente la documentazione relativa alle manutenzioni ordinarie e straordinarie
 
 
Andrea De Antoni

GRUPPO VECCHIATO ROBIS
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